FranciaItinerari

Da Roma all’Oceano Atlantico con un camper vintage

Bonne Route dicono i francesi e di route ne abbiamo fatta parecchia noi e il cosiddetto camper vintage, il vecchio Oliver!

Per arrivare ad Arès abbiamo impiegato 7 giorni. Ad una velocità media di 70 km orari facendo 5 soste.

– Prima sosta: la ridente Sasso Marconi

Ci siamo fermati a 360 km da Roma presso l’area camper Ca’ Vecchia a Sasso Marconi. L’area, ben tenuta, è vicina allo svincolo dell’autostrada. Allaccio corrente e carico e scarico molto comodi e il costo è stato di 10 euro. Molto buona la cena consumata nel loro ristorante tipicamente emiliano con il 10% di sconto per chi era nell’area sosta.

– Seconda sosta: Montgenevre

Varcate le Alpi attraversata la Valle Stura e superato il confine, ci siamo fermati a Montgenevre. Stazione sciistica con area camper comunale funzionale ed economica circondata da un bel paesaggio montano e da un campo da golf infinito.

Confesso, non amiamo molto i campi da golf. Quell’atmosfera artificiale e assolutamente inaccessibile che li fa apparire sempre fuori luogo. Benjamin, il Cane, avrebbe tanto voluto fare un bagnetto in quei laghetti immacolati e magari scavare anche una bella buca ai piedi di una morbida e verde collinetta. Si è tenuto quella voglia fino alla tappa successiva …

Terza sosta: Lago di Serre-Ponçon

Dove Benjamin ha fatto finalmente un bel bagnetto! Questa volta abbiamo sostato per due notti presso il Camping Municipal di Crotz, direttamente sul lago. Campeggio molto bello, spazioso, tranquillo e con buoni servizi. Il lago è bello ma non facilmente accessibile. O meglio dove è accessibile agli umani non è accessibile ai cani e viceversa.

Quarta sosta: Lago di Paladru

Tra Grenoble e Lyone. Bel campeggio, Camping Le Calatrin, ma accessibilità al lago per Benjamin il Cane zero. Interdit aux chiens! Ci è rimasto malissimo il Chien in questione. Il paese, Paladru, totalmente inesistente.

Il giorno dopo procediamo in direzione Bordeaux pensando di fare sosta a Lyone ma non si riesce a capire tramite i nostri potenti mezzi tecnologici, dove possiamo parcheggiare il camper. Non ci sono parcheggi dedicati né aree camper per sostare in città. Almeno noi non le abbiamo trovate. Visto il caldo infernale decidiamo di proseguire a spron battuto verso la meta prefissata: l’Oceano.

– Quinta sosta: Beynat

Dobbiamo fare almeno un’altra sosta per non dare il colpo di grazia sia al cane che al camper. Studiando la mappa decidiamo di superare Clermont-Ferrand e sostare presso il Camping du Lac de Miel a Beynat. Arriviamo quindi in bassa Dordogne e il paesaggio è veramente bello. Il campeggio è grande, ampi spazi per piazzare il camper e per fare scorrazzare Benjamin dopo la tirata in autostrada abbastanza faticosa. Peccato che la spiaggia del lago anche qui sia interdit aux chiens! Per fortuna nella parte più selvaggia del lago c’è un sentiero da dove il Cocker può sfogare la sua voglia smodata di sguazzamento.

Ci siamo fermati due notti a Lac de Miel per riprenderci un po’ dalla fatica del viaggio e il giorno dopo abbiamo fatto una piacevole gita fino a Bealieu sur Dordogne, molto carina, fermandoci a mangiare a L’Abri du Mulin un ristorante trattoria lungo la strada subito prima del paese. Ci piacerebbe dedicare alla Dordogne più tempo ma rimandiamo ad una prossima volta l’approfondimento di questa bella regione francese. Magari fuori stagione.

– L’arrivo: Arès

Saltata, ahi noi, anche Bordeaux per il caldo feroce, eccoci finalmente ad Arès, piccola cittadina affacciata sul bacino di Arcachon. Questa zona, nota per gli allevamenti di ostriche, si trova subito a sud di Bordeaux lungo la costa atlantica, ai bordi del Parco Naturale Regionale delle Terre di Gascogne ed è nota anche per i vini. Sostiamo al Camping Pasteur situato proprio nella cittadina. Purtroppo il camping è pieno di gente e la prima cosa che ci dicono è che il cane non può andare in spiaggia.

Dopo una doccia corroborante, ci regaliamo una cenetta in un locale con una bella terrazza che affaccia sul bacino e sui suddetti allevamenti di ostriche. All’Oyat’s Cafè la temperatura sfiora i 38 gradi alle nove di sera. Il sole del tramonto infinito dell’ovest ci acceca. Nella luce e nel calore che ci pervade, ci accingiamo a gustare la dozzina di ostriche che abbiamo ordinato come antipasto. Anzi nel dividerle equamente ci accorgiamo che i conti non tornano. Sono undici. Facciamo notare la cosa alla ragazza che ci ha servito la quale si scusa e rimedia immediatamente portandoci l’ostrica mancante. Nella vita può davvero capitare di peggio!

Itinerario fino ad Arès
Itinerario fino ad Arès
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