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Parque Natural de Cabo de Gata-Nijar. In camper tra i fenicotteri

Tornati in possesso del nostro camper, riprendiamo il nostro viaggio verso il sud della Spagna con l’obiettivo di raggiungere il Portogallo scendendo lungo la costa della penisola Iberica. Andremo a Cabo de Gata in camper. Per chi non avesse seguito il racconto di questo viaggio dall’inizio e volesse aggiornarsi riguardo la disavventura capitataci lungo la strada, può leggere il post precedente “Con il camper in avaria, nel nulla spagnolo”.

Insomma, a bordo del nostro magnifico Ecovip, partiamo da Cieza direzione Cabo de Gata Nijar, un pezzo di costa della regione andalusa che si propende sul Mediterraneo poco prima di Almeria che è Parco Naturale. Decidiamo di fermarci a dormire un centinaio di chilometri prima di Cabo de Gata, presso una spiaggia dove sappiamo troveremo altri camper in sosta libera.

Dalle parti di Aguilas ci sono diverse spiagge dove soprattutto i così detti Full Timers si fermano numerosi, una di queste è la spiaggia di Las Palmeras e qui infatti troviamo diversi camper. E veniamo subito contagiati dalla felicità di Benjamin che ha trovato tre amici con i quali giocare e correre finalmente spensierato.

Il giorno dopo “salpiamo” per Cabo de Gata e puntiamo un camping a San Josè. Questa è una località molto conosciuta del parco, ma il camping lo troviamo ancora chiuso e l’area sosta vicina è piena di camper, per giunta su una strada ad alta densità di traffico. Così decidiamo di proseguire e provare un campeggio in un’altra località più ad ovest, al Camping Cabo de Gata a San Miguel de Cabo de Gata… non una grande fantasia sui nomi da queste parti. Però il campeggio è molto bello, ampie piazzole, bagni stupendi chiusi e caldi (doccia favolosa), lavatrice, e con una bella passeggiata a piedi lungo un sentiero di campagna si arriva al mare. Non paghiamo nemmeno molto, 24 euro 3 notti! In confronto agli altri campeggi spagnoli direi niente.

Il vento cerca di portarci via nel corso delle nostre escursioni sulla spiaggia e al paesino, il quale si raggiunge sempre a piedi con una bella camminata di 4 chilometri. A San Miguel abbiamo mangiato in un ristorantino vicino alla Torre della Guardia Civile. Sulla spiaggia, posto andalusissimo, pesce molto buono. Abbiamo speso un po’ ma ne è valsa davvero la pena. Trattasi del Chiringuito Restaurante Chiri-Bus consigliatissimo.

Il Parco Naturale è bellissimo, ci sarebbe da girare come al solito molto di più di quanto tempo possiamo dedicargli. Vicino al campeggio c’è un importante zona umida frequentata da diverse specie di uccelli acquatici tra cui i fenicotteri. In agosto tutta la zona del parco deve essere comunque un posto molto caldo, alberi quasi zero. Il paesaggio ha l’aspetto di un deserto sul mare. Affascinante. Nel complesso, almeno in questo periodo, stiamo parlando di febbraio, è un posto che vale sicuramente la pena visitare. Se non altro per il Chiringuito, il campeggio e i fenicotteri.

Una cosa che balza agli occhi percorrendo le strade dell’Andalusia è che gli spagnoli si sono fatti davvero prendere la mano dalle serre. Serre dappertutto. L’Andalusia è ricoperta da centinaia di chilometri quadrati di serre. Quindi di plastica. E mi chiedo io, ma quando picchia il sole, e qui picchia forte sul serio, quei teloni di plastica surriscaldata non emanano gas nocivi nell’aria? E sotto ci coltivano quintali di ortaggi. Anche bio… Bò!? Per fortuna a Cabo de Gata, probabilmente perché è un Parco Naturale, si sono tenuti un po’ distanti dalla costa.

Ma a questo punto non vediamo l’ora di passare il confine, la curiosità nei confronti dell’Algarve è tanta e quindi dopo tre giorni ci rimettiamo in marcia. Prossima e ultima tappa spagnola sarà Tarifa.

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