Il Diario di Oliver

Riflessioni sui viaggi di Oliver: parte seconda

Anche se ormai siamo alle porte del 2019 mi decido, con un po’ di ritardo …, a scrivere riguardo il nostro secondo anno di viaggi con il camper. Il 2017 è stato, come già anticipato nel post precedente, un anno difficile per noi. Un anno cominciato in sordina ma rivelatosi poi fin troppo pieno di colpi di scena. E abbiamo passato la prima parte di questo anno che finisce con 17 … scorrazzando con Oliver, ancora Laserhome, per il centro Italia. Non immaginando cosa ci stava riservando il futuro progettavamo di partire per la Francia a fine giugno: il nostro primo viaggio all’ estero con il camper e il cocker.

Lungomare Sabaudia
Lungomare Sabaudia

Sempre partendo da Roma, da febbraio a giugno abbiamo alternato fughe in camper settimanali tra Sabaudia e la Val Fondillo, due posti che amiamo molto ma diversissimi tra loro. Il primo è al mare e l’altro in montagna. Due meraviglie del centro Italia che non a caso fanno parte di due Parchi Nazionali.

La spiaggia di Sabaudia dal sentiero sulle dune
La spiaggia di Sabaudia dal sentiero sulle dune

Se capitate a Sabaudia fuori stagione, non perdetevi la camminata sulla spiaggia tra i laghi e il mare. E nemmeno il pezzo di sentiero che si percorre sopra le dune, andando verso il Lago di Fogliano. Con il mare a sinistra e a destra la zona paludosa dove le maestose Bufale pascolano e fanno i fanghi. E più avanti gli uccelli acquatici, costeggiando il lago dei Monaci. Un posto fantastico dove la luce pervade tutto. Anche i pensieri.

La Val Fondillo è tra le mete più gettonate dagli amanti della montagna nel Parco Nazionale d’Abruzzo, ed è senza ombra di dubbio un luogo magico. Un paio d’ore passate lungo il ruscello omonimo che scorre dividendo la valle in due, hanno il potere di caricarci di energia positiva per il mese successivo. La Val Fondillo dovrebbero prescriverla i medici periodicamente.

Ma eccoci finalmente arrivati al viaggio in Francia. La premessa era stata che svariati problemi familiari ci avevano costretto a rimandare la partenza di una decina di giorni. A un certo punto sembrava impossibile riuscire a partire. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta. L’idea era fare Roma – Bordeaux, e poi avremmo deciso verso dove proseguire: Spagna o Bretagna. “Senza data di ritorno” questo era il mantra. Siamo partiti i primi di luglio con un gran caldo. Una sola tappa notturna prima di varcare il confine francese passando per la Val di Susa e arrivando a Montgenevre. Spinti dalla voglia di lasciare l’Italia ma soprattutto di fuggire dal caldo. Abbiamo attraversato poi la Francia verso l’Oceano Atlantico evitando la Costa Azzurra visto che si era in alta stagione. Passando spesso da un lago all’altro, dal Lago di Serre-Ponçon, a quello di Paladru al Lac de Mièl.

Parcheggiati sulle sponde del Lago di Paladru
Parcheggiati sulle sponde del Lago di Paladru

Saltata a piè pari Bordeaux per il fatto che il giorno che ci siamo arrivati la temperatura rasentava i 40 gradi … i francesi erano sconvolti. Il vecchio Laserhome poi già scaldava di suo figuratevi con tale calura! Il ventilatore da cruscotto sembrava emanare calore pure lui. Il cocker era allo stremo.
Finalmente siamo arrivati ad Arès, nel bacino di Arcachon, regione di ostriche e buon vino il morale era risalito. Felici di essere finalmente sull’oceano ventilato decidiamo di spostarci verso sud facendo brevi percorsi a tappe giornaliere. Andando da una spiaggia all’altra lungo la costa occidentale francese regno indiscusso di giovani surfisti.

Arrivati sull'Oceano
Arrivati sull’Oceano

Peccato che su una di queste infinite spiagge sono caduta in una buca con conseguenze di un certo livelloNegando la realtà e attaccandomi alla errata diagnosi del medico del pronto soccorso francese che aveva decretato che non c’era frattura … ho insistito nel voler continuare il viaggio, varcando il confine spagnolo sperando in una guarigione celere che, purtroppo non c’è stata.

Arrivati a San Sebastian mi sono arresa e ho concordato con Max che a causa della mia impossibilità totale di fare anche solo due passi, saremmo dovuti tornare a Roma. Il fato ha così deciso la data di ritorno. Noi abbiamo solo potuto decidere l’itinerario. Passando per i Pirenei. Bellissimi, anche se solo guardati dalla finestra del camper.

In montagna sui Pirenei
In montagna sui Pirenei

A Roma abbiamo preso atto che la frattura c’era e come. E quello era solo l’inizio di un periodo infausto finito con Max in ospedale ed io che arrancavo per le corsie con le stampelle per stargli vicino. In breve la mia frattura al piede era passata improvvisamente in secondo piano dal momento che mio marito, è mancato poco, che facesse proprio l’ultimo viaggio e … quello si! Senza data di ritorno …


E’ stato soprattutto per questo che abbiamo deciso di cambiare il Laserhome in un Ecovip 7.1, per coccolarci e rispondere agli eventi duri con la gioia di vivere e progetti di viaggi futuri. Un passo un po’ azzardato che ci ha esposto a qualche rischio finanziario ma ne avevamo bisogno, dovevamo assolutamente farci un regalo. E’ così che Oliver è diventato un’Ecovip. E durante la convalescenza siamo andati a illuminarci a Sabaudia, nonostante fosse ormai dicembre.

Noi
Noi


Questo è stato il nostro secondo anno di viaggi in camper, che in fondo è il riassunto di un anno di vita, non certo dei più sereni, ma vissuto col cocker al fianco e a bordo del nostro “tappeto volante”: Oliver, il Camper.

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